Il coraggio della felicità - Loredana Scaiano



Loredana Scaiano è nata a Tricarico, in provincia di Matera nel 1967.

È un’insegnante amante della scrittura e dei viaggi; Il coraggio della felicità è il suo primo libro, nel quale confluiscono entrambe le sue passioni: è il diario di un viaggio sulle orme di una donna coraggiosa come lei, Ida Pffeiffer, che nel 1800 ha compiuto la straordinaria impresa di un viaggio in solitaria intorno al mondo.

Loredana ha ripercorso tutte le tappe della Pfeiffer, due secoli dopo, quando ormai dovrebbe essere semplice per una donna poter andare da sola ovunque voglia; in realtà, leggendo le pagine del suo libro, emerge che purtroppo ancora oggi, in un mondo che vuole apparire moderno ed emancipato, una donna che decide di essere libera incontra tante difficoltà, vittima di pregiudizi e retaggi culturali di una società ancora ampiamente maschilista. 


SINOSSI

Il primo maggio 1846, a quarantanove anni, Ida Pfeiffer partiva da Vienna per un’impresa straordinaria: il giro del mondo in solitaria. Il 23 febbraio 2017 Loredana Scaiano parte dal suo piccolo paese nell’Italia del Sud per ripercorrere l’itinerario di Ida. Anche lei compirà cinquant’anni in viaggio. 

Ida scriveva una pagina di diario ogni sera, Loredana ogni sera pubblica una pagina del blog che ha dedicato alla sua eroina, #idaviaggiadasola, che diventa sempre più popolare. Due storie vere raccontate in parallelo, due donne forti, due secoli di distanza. 

Il coraggio della felicità è il resoconto di un’impresa temeraria, impensabile per una donna dell’Ottocento, tutt’altro che agevole ancora oggi. È il racconto di un viaggio alla scoperta del mondo e alla ricerca di sé, un viaggio che è libertà, consapevolezza, incoscienza, leggerezza e gioia. Ed è anche e soprattutto una pietra posata sulla strada della parità, perché ogni donna finalmente si senta libera di poter andare da sola ovunque, senza un uomo che la accompagni, a qualunque titolo.


COMMENTO

Leggere questo libro è stato un po' come viaggiare al fianco di Loredana, empatizzare con le sue emozioni, le sue difficoltà e la sua determinazione, ma non solo, è stata anche l'occasione per scoprire e approfondire usi e costumi delle genti che Loredana ha incontrato, che l'hanno accolta e con cui ha cercato di integrarsi, con lo spirito della viaggiatrice, mai della turista. 

Tra l'altro mi ha fatto conoscere una figura poco nota come quella di Ida Pfeiffer, che mi ha assolutamente conquistata e di cui voglio approfondire lo studio. 

Il libro è costruito in maniera tale che i racconti delle due viaggiatrici scorrano in parallelo, i capitoli dispari sono dedicati a Ida, quelli pari a Loredana; questo aiuta il lettore a rimanere sempre sul pezzo, senza mai perdere di vista il percorso delle due donne.

Lo stile della Scaiano è fluido e frizzante, il lettore non riuscirà a staccarsi dalle sue pagine, curioso di conoscere sempre di più di Loredana, di Ida e del loro meraviglioso viaggio. 

Il coraggio della felicità è un inno alla libertà, al femminismo e alla cura del proprio spirito.

Loredana, come Ida, è partita alla ricerca di se stessa, di quella felicità che sembrava sfiorita, ed è tornata spiritualmente ricca, appagata e soddisfatta. 

Consiglio questo libro a chiunque si trovi in un periodo difficile della propria vita, a chi pensa di essersi perso o di essere arrivato al limite. I limiti esistono solo nella nostra mente, ma abbatterli è più facile di quanto si possa immaginare. 

INTERVISTA ALL'AUTRICE


1) Ciao Loredana, innanzitutto grazie per il tempo che ci dedichi, è un piacere poterti intervistare e scoprire qualcosa di più sulla tua affascinante avventura.
Ci vuoi raccontare come è nata l’idea di intraprendere un lungo viaggio in solitaria sulle orme di un’eroina femminile come Ida Pfeiffer?

Ciao, grazie a voi.

L’idea di un giro del mondo in solitaria nasce dal desiderio di fare qualcosa esclusivamente per me stessa, e niente come viaggiare da soli può dare la sensazione di totale libertà di cui avevo bisogno.

Ho voluto ripercorrere le orme di Ida Pfeiffer per farla conoscere e per dimostrare che una donna può andare da sola dovunque voglia, Ida lo ha fatto nel 1800, quali alibi abbiamo noi, oggi, per non sentirci libere da schemi patriarcali precostituiti?


2) All’ inizio del tuo libro racconti di come i tuoi genitori abbiano in qualche modo influenzato la tua personalità, trasmettendoti la passione per i viaggi e la determinazione. Quanto hai portato, nel tuo viaggio, della Loredana bambina e quanto invece ha influito la tua vita da adulta?

La scoperta, la meraviglia, la gioia, sono sicuramente sensazioni che riportano immediatamente all’infanzia, quando ogni cosa è nuova e straordinaria.

Una volta un prete mi disse “devi riscoprire il senso del miracolo”. Da allora sono passati troppi anni, ma credo di aver finalmente realizzato quello che lui mi chiedeva, e proprio grazie a questo viaggio, quando ogni routine ed ogni normalità è stata cancellata, mentre tutto diventa nuovo ed in un certo senso miracoloso.

Ma ho 53 anni, ogni giorno passato pesa sulle mie spalle come su quelle di chiunque, i problemi non mancano e non spariscono nemmeno se fai un giro del mondo, il peso della vita da adulta lo porti con te sempre, è un bagaglio ingombrante che ha fatto insieme a me il giro del mondo, ma quello che era cambiato era la sensazione di gioia e la leggerezza con cui ogni problema contingente, o radicato in me, veniva affrontato.


3) Come sei arrivata a conoscere la straordinaria storia di Ida Pfeiffer e cosa ti ha maggiormente colpito di questa figura così affascinante?

Ho conosciuto Ida Pfeiffer assolutamente per caso, trovandola in rete.

Inizialmente mi ha colpito il fatto che lei avesse abbandonato la vita sedentaria per dedicarsi ai viaggi e ho pensato ok questo voglio fare. Poi ho studiato la sua vita ed ho scoperto che c’è molto di più: è un’icona inconsapevole del femminismo, perché lei ad un certo punto, e quando era assolutamente impossibile per una donna, ha iniziato a viaggiare da sola per il mondo, senza proclami, solo perché voleva.

Trovo in lei un grande esempio di libertà ed emancipazione femminile.


4) Hai visitato tanti posti e vissuto tanti momenti più o meno belli, e siamo certi che tutti ti siano restati nel cuore, ma ce n’è uno che metteresti in cima nella classifica dei ricordi belli?

Rispondere a questa domanda è pressoché impossibile.

Sembra retorica, ma ogni momento è stato bello e il ricordo varia a seconda del momento che vivo nel presente.

Oggi, che da un anno ormai viviamo reclusi e distanziati, posso dirti che mi viene in mente una sera in India, in un vicolo affollatissimo con gente che mi fermava continuamente per farsi selfie con me, che io mi sentivo Julia Roberts! Quella serata per me è indimenticabile perché, alla fine, l’ho trascorsa con dei bambini che facevano dispetti ai grandi e mi trattavano come una loro amica.


5) Cosa invece avresti volentieri evitato?

Credo che rifarei le stesse cose, non è retorica, ma ogni esperienza, anche difficile, ogni persona incontrata, anche sgradevole, mi hanno lasciato qualcosa di buono.

Certo, potendo scegliere, non vorrei trovarmi svenuta in un bagno di un luogo sconosciuto, ma grazie a quello svenimento ho capito che sono in grado di risolvere problemi che non avrei mai immaginato potessero esistere e, soprattutto, ho conosciuto persone straordinarie che mi hanno aiutato.


6) Cosa ti senti di consigliare ad una donna che leggendo il tuo libro decide di compiere un viaggio da sola?

Di partire guardinga, ma tranquilla, perché il mondo non è così cattivo come ce lo dipingono.


7) Prima di salutarci, una curiosità che interessa tutti i tuoi lettori: hai in previsione di scrivere altri libri?

Ho scritto questo libro per fermare tutte le emozioni che avevo provato in viaggio, e ogni volta che ricevo messaggi di ammirazione da parte dei lettori sento di aver fatto qualcosa di buono.

Da quando abbiamo iniziato il primo lockdown, ho iniziato ad immaginare un nuovo libro, proprio per trasmettere altre emozioni di altri viaggi, vicino casa e lontani nella mente ma, per ora, è ancora solo nella mia testa.

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